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Mare e sicurezza. Idroambulanza per i soccorsi in mare. Un mezzo superveloce al Comsubin.

Ordinato per le esercitazioni, aperto all’uso civile per gli eventi

Col mare liscio come l’olio sfreccia sull’acqua ad una velocità portentosa: 50 nodi, oltre 100 chilometri orari. Un missile. Di quelli che salvano la vita. È l’idroambulanza da alcuni giorni in dotazione al Comando Subacquei ed Incursori del Varignano, diretto dall’ammiraglio Paolo Pezzuti.

Un monotipo, prodotto dal cantiere MED di Cervia, griffato Arimar, azienda primaria nella costruzione delle zattere di salvataggio e dei gommoni di tutte le taglie. Costituirà un presidio durante le esercitazioni delle forze speciali, là dove l’insidia è in agguato: ne è testimonianza il lungo elenco di incursori e palombari morti dal dopoguerra ad oggi i cui nomi sono impressi nella targa posta nella cappella del Varignano, baricentro del comprensorio (l’ultimo nome è quello di Alessandro Bergaglio morto dopo quasi tre anni di coma, in conseguenza all’incidente in cui fu coinvolto, il 4 dicembre del 2012, nel rientro sul sottomarino Gazzana in assetto operativo a 10 metri di profondità).

Ma l’idroambulanza è anche espressione del nuovo corso dual use dei mezzi e delle strutture militari: anche al servizio dei civili. Non 24 ore su 24 (perché un dispositivo umano d’allerta per un tale spettro temporale non è sostenibile dalla Marina Militare sul piano dei costi) ma certamente in occasioni particolari. «Magari in occasione della piscina naturale a Porto Venere, di regate veliche, di eventi nel golfo che mettono in affanno la viabilità a terra e diventa più facile, per i soccorsi, raggiungere l’ospedale via mare», dice Gianpaolo Trucco, ufficiale addetto alle pubbliche relazioni del Comsubin, che spiega: «

L’unità può soccorrere due persone contemporaneamente e trasportarne fino ad un massimo di dodici. È dotata di attrezzature mediche di ultima generazione finalizzate al primo soccorso d’urgenza e rianimazione; inoltre le strutture di bordo consentono il pronto recupero di persone in mare, cadute dalle imbarcazioni, o dagli scogli».

La carena a step, le linee d’acqua innovative, la realizzazione in lega d’alluminio, il tubolare in gomma neoprenica e i tre motori fuoribordo da 900 hp complessivi, consentono all’imbarcazione di raggiungere una velocità superiore ai 50 nodi: naturalmente con mare maneggevole. Ma anche in situazioni meteomarine avverse – con alte fino a due metri e mezzo e vento fino a 40 nodi, l’idroambulanza è capace di raggiungere velocità elevate – mantenendo un’ottima stabilità e manovrabilità.

Insomma, un gioiello nautico, frutto di lunghi studi, elaborati in relazione ai bisogni palesati degli operatori del Varignano, soddisfatti ora del prodotto mezzo a punto da Arimar che, attraverso i test nel golfo della Spezia, allarga le ambizioni di forniture ad altre marine o contesti territoriali in cui il soccorso via mare è un’esigenza dettata dalla geografia. (La Nazione – La Spezia, Corrado Ricci – sabato 28 gennaio 2017)

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